« Finalmente una donna che confessa !»
così scriveva Jean Paulhan nella prefazione al celebre classico dell’erotismo firmato da Pauline Réage Histoire d’O.
E cosa dovrebbe confessare una donna ?
Lasciamo parlare Jean Paulhan:
« Finalmente una donna che confessa! Cosa confessa? Quel che le donne non hanno mai ammesso (oggi più che mai). Quello che gli uomini hanno sempre rimproverato loro: che sono schiave dei loro istinti; che in loro tutto è sesso, anche lo spirito. Che occorre nutrirle, lavarle e truccarle, batterle, senza stancarsi mai di farlo. Che hanno semplicemente bisogno di un buon padrone, di qualcuno che dubiti della propria bontà: poiché si servono, per farsi amare, dell’entusiasmo, della gioia, della naturalezza che traggono dalla nostra tenerezza, non appena viene loro dichiarata. In breve, che dobbiamo munirci di una frusta quando andiamo da loro ».
Insomma una donna confessa che ogni femmina è sessualmente sottomessa e che gode allo stesso modo delle carezze e delle frustate !
A distanza di oltre mezzo secolo dal grande successo di Histoire d’O, la fortuna planetaria di Cinquanta sfumature di Grigio conferma che il genere BDSM è amatissimo soprattutto dalle donne, e che proprio le donne sottomesse sono i personaggi più riusciti e amati dal pubblico, con buona pace di coloro che sostengono l’omologazione dei generi sessuali…
Del resto un’altra pietra miliare della letteratura BDSM ha per protagoniste le schiave sessuali: si tratta dalla saga del mondo di Gor, ideata dall’americano John Norman. Questa narrativa è ambientata in un mondo barbarico ed eroico, in cui i ruoli sessuali sono fortemente differenziati e caratterizzati: uomini nerboruti e coraggiosi sono proprietari di concubine-schiave, le quali vivono il loro statuto esistenziale fatto di umiliazioni e di punizioni senza nemmeno immaginare un’alternativa. A dire dello stesso Norman la sua opera è ispirata a tre autori fondamentali della cultura occidentale: Omero, Nietzsche e Freud. Da Omero Norman ha preso i valori di una società guerriera, da Nietzsche il concetto di gerarchia e il culto della forza, da Freud l’idea che il sesso sia un elemento centrale nella psicologia umana.
Da questo mix è nata una scrittura che ha fatto della ‘scorrettezza politica’ il tratto distintivo, e tanto basta a renderla intrigante…
La narrativa gorean si è affermata come un’epica fantasy fortemente sessualizzata che ha influito sull’immaginario BDSM con un lusinghiero successo di pubblico (alcuni titoli di Norman sono stati stampati nell’ordine delle centinaia di migliaia di copie e sono stati tradotti in varie lingue).
In anni più recenti occorre segnalare l’opera di Caroline Lamarche Carnets d’une soumise de province, romanzo estremamente raffinato in cui la protagonista segue un percorso di assoggettamento sessuale che fa rivivere le migliori pagine di Pauline Réage.
Anche la narrativa contemporanea italiana è ricca di titoli con storie che hanno per protagoniste donne che ubbidiscono a figure di dominatori.
Esiste poi un fiorente filone di manualistica che descrive le tecniche di addestramento per ridurre alla più assoluta obbedienza la slave girl…
Che dire infine ?
Concludiamo questo breve excursus con le parole del contratto di sottomissione sottoscritto da Anastasia Steele :
« La Sottomessa servirà il Dominatore in qualsiasi modo egli ritenga opportuno, e dovrà sforzarsi di compiacere il Dominatore in qualsiasi momento e al meglio delle proprie capacità ».











